il 16 giugno nell’ambito dell’iniziativa “Memoria e impegno per comunità solidali” Libera contro le mafie e Mamme a Scuola hanno presentato in anteprima a Milano il film documentario “La Scelta – storie di donne contro la mafia” che vede come protagonista Lea Garofalo, testimone di giustizia che si è ribellata alla ‘ndrangheta per proteggere sua figlia Denise e che per questo è stata uccisa nel 2009 all’età di 35 anni.
L’opera si inserisce in un più ampio filone di narrazioni che mettono in luce il ruolo rivoluzionario delle donne nel contrasto alle organizzazioni criminali.
Lea Garofalo è diventata un simbolo e un esempio di determinazione, ribellione e coraggio per tutte le donne che si ribellano al contesto mafioso in cui sono cresciute.
Nel documentario una particolare attenzione va alle testimonianze dei giovani che hanno seguito e sostenuto Denise durante le varie udienze in tribunale che poi hanno portato all’arresto del padre e dei suoi complici.
Alla serata hanno partecipato e raccontato il regista Jurij Razza, i rappresentanti di Libera e le realtà del quartiere dove Lea è stata uccisa, proprio in piazza Prealpi a due passi dalla sede di Mamme a Scuola. Riflessioni e domande sono nate dal pubblico presente un esempio importante di memoria e impegno di comunità solidali.
Brevi informazioni su Lea Garofalo:
Una storia che inizia in Calabria e finisce a Milano. Lea, nata a Petilla Policastro da una famiglia che ha legami con la ‘ndrangjheta, decise di testimoniare sulle faide tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco. Interrogata dal pubblico ministero antimafia riferì dell’attività di spaccio di stupefacenti condotta dai fratelli Cosco e nel 2002 fu ammessa nel programma di protezione insieme alla figlia e si trasferì a Campobasso. Dopo la cessazione del programma di protezione, il 24 novembre del 2009 viene attirata dal compagno a Milano con la scusa di parlare del futuro della loro figlia. La sera stessa, approffittando dell’assenza della figlia, Lea viene condotta in un appartamento in piazza Pçrealpi e dal clan Cosco viene uccisa. Il corpo venne poi dato alle fiamme a Monza nel quartiere San Fruttuoso.
I suoi resti furono ritrovati solo nel 2012






