Il Premio Donna 2025: un progetto che dà voce alle madri

Prendere la parola come madre, come donna (luglio-dicembre 2025)

Quando imparare l’italiano significa imparare a crescere insieme

Tutto è iniziato in un’estate calda, a luglio 2025, quando il team di Mamme a Scuola ha vinto il bando Premio Donna del Municipio facendo un passo in più: creando un percorso che accompagnasse le mamme migranti non solo nell’apprendimento dell’italiano, ma anche nella comprensione profonda di ciò che vivono ogni giorno con i loro bambini piccoli.

L’idea era semplice e potente: se una madre trova le parole, trova anche lo spazio per riconoscersi, per educare, per sentirsi  parte della comunità.

L’inizio del percorso

Prima di incontrare le mamme, c’è stato un lavoro silenzioso: rivedere materiali, riscriverli, immaginare attività che avessero il profumo della vita quotidiana. Le routine dei bambini – la pappa, la nanna, il cambio – sono diventate il punto di partenza per costruire un lessico semplice, utile, immediatamente spendibile.

Gli incontri che cambiano le mamme

A settembre sono arrivate loro: dieci donne, dieci storie, dieci lingue e paesi diversi.
E sei bambini che hanno portato movimento, curiosità e risate nello Spazio Bimbi.

Per cinque incontri, ogni venerdì, la stanza del laboratorio linguistico si è trasformata in un luogo speciale: un piccolo mondo dove si giocava, si osservava, si parlava di bisogni, emozioni, crescita. Un’insegnante L2 guidava le attività, una mediatrice traduceva culture e significati, un’educatrice accoglieva i bambini nel loro spazio dedicato.

Le mamme imparavano parole nuove, ma soprattutto imparavano a guardare i loro figli con occhi diversi.
Molte dicevano: “Non avevo mai pensato che anche questo è educazione”.

Dalla teoria alla vita vera

Quando a novembre sono iniziati i corsi A1 e A2, alcune delle mamme hanno scelto di fare un passo ulteriore: partecipare alle attività dello Spazio Bimbi insieme ai loro figli, sperimentando direttamente ciò che avevano visto nel laboratorio.

Era l’italiano messo in pratica, ma anche la relazione che si faceva più consapevole.
Piccoli gesti – dare la pappa, aiutare un bambino a prendere un gioco, confortarlo – diventavano occasioni per crescere.

Il risultato più grande

A dicembre, il progetto si è chiuso così come era iniziato: con un tavolo pieno di materiali, appunti e osservazioni. Ma questa volta c’era qualcosa in più.

C’erano voci.
C’erano parole che prima non c’erano.
C’erano mamme che ora si sentivano legittimate a parlare, a confrontarsi, a essere protagoniste.

Da questo percorso è nato anche un corpus di materiali didattici, completamente rivisto e consolidato, che MaS pubblicherà per metterlo a disposizione di insegnanti ed educatori che vogliono lavorare sulla cura e sulla relazione 0–3 anni con donne migranti.

In una frase

Il progetto ha fatto esattamente ciò che prometteva: ha dato voce alle madri, e attraverso loro ha dato più forza ai bambini.

Screenshot