Come si parla del sonno, del bagnetto o dei primi giochi di un bambino quando le parole italiane ancora mancano? Da questa domanda, e da molti anni di lavoro con le donne migranti, nasce Parole e immagini che si prendono cura, un libro pensato per affrontare il tema della cura dei bambini da 0 a 3 anni attraverso la lingua e le immagini.
Il libro è stato ideato e scritto da Paola Perrella, insegnante volontaria di italiano L2 di Mamme a Scuola, insieme a Tiziana Morganti, giornalista pubblicista. Le illustrazioni sono di Giuseppina Cannizzaro, anche lei insegnante volontaria di italiano L2 di MaS. È stato stampato da Gerini Studio con il patrocinio di Fondazione Cariplo.
Per una madre che cresce un figlio lontano dal proprio Paese, prendersene cura può significare affrontare gesti familiari in una situazione nuova. La rete di parenti e persone di fiducia su cui avrebbe potuto contare può essere distante; le indicazioni ricevute qui possono essere diverse da quelle conosciute; parlare con un pediatra o raccontare una difficoltà può richiedere parole che ancora non possiede. Alla fatica quotidiana si aggiunge, talvolta, la solitudine.
A Mamme a Scuola partiamo proprio dalla vita di ogni giorno per insegnare l’italiano. Parlare della pappa, della nanna, del bagnetto e del gioco permette di imparare parole utili, ma anche di fare domande, condividere esperienze e acquisire maggiore sicurezza. La lingua diventa così uno strumento per prendersi cura dei figli, esprimere i propri bisogni e trovare il proprio posto nella comunità.
Parole e immagini che si prendono cura mette questa esperienza a disposizione di insegnanti, educatrici ed educatori, animatrici e animatori che incontrano madri migranti, anche quando la loro conoscenza dell’italiano è ancora iniziale. Le attività sui diversi momenti della cura sono accompagnate da un inquadramento sullo sviluppo infantile. Per questo il libro può offrire spunti anche a genitori, nonni e babysitter.
È un invito a guardare ai piccoli gesti quotidiani come occasioni di relazione e di apprendimento: trovare le parole per raccontarli aiuta le madri a condividere ciò che sanno, a porre nuove domande e a sentirsi meno sole nel crescere i propri bambini.

